Morta in piscina per annegamento: si indaga per omicidio.

Morta in piscina

Josephine è morta per annegamento: questa la verità stabilità dall’autopsia effettuata al dipartimento di Medicina Legale dell’Ospedale di Pavia. La 35enne di origini nigeriane trovata morta a Cavacurta di Castel Gerundo, in provincia di Lodi, non avrebbe perso la vita a causa di un malore, come il suo compagno 78enne riteneva invece plausibile.

Il procuratore

E’ il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, a spiegare che nessuna pista viene esclusa e si indaga sulla peggiore delle ipotesi. La rapina in casa, nonostante l’abitazione fosse stata trovata a soqquadro, viene esclusa in quanto diversi oggetti preziosi sono stati lasciati lì dove erano. E’ escluso anche il malore legato a una possibile congestione, perché la donna era a stomaco vuoto. A insistere su questo possibile scenario era stato il compagno 78enne della donna, Stefano Acerbi, che al momento della morte si trovava in Toscana per una week end in barca. Josephine aveva lividi dappertutto, soprattutto all’altezza di gomiti e ginocchia. Si sta cercando di capirne l’origine.

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Possibile correlazione?

Sono molti gli elementi sui quali la procura intende fare luce, a partire dall’esclusione certa di una possibile correlazione tra la morte di un uomo proprio davanti a cascina Reghinera martedì mattina scorso e la morte della stessa Josephine.

I regali importanti

Gli inquirenti vogliono infine comprendere la natura di quelle importanti donazioni che la 35enne riceveva proprio dal suo compagno 78enne. Una pretesa della nigeriana o una dimostrazione d’amore spontanea? Data la natura cospicua delle elargizioni ogni elemento è al vaglio degli esperti.

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