Lega Lodi

Eleonora Ferri, consigliere comunale per la Lega Lodigiana, fornisce la sua versione dei fatti in seguito agli ultimi eventi – e pesanti critiche – ricevute dall’opposizione e da una fragia di opinione pubblica in seguito alla linea adottata dalla giunta Casanova in merito alle concessioni di agevolazioni per stranieri. 

“Linciaggio politico e mediatico”

“In questi giorni abbiamo assistito ad un autentico linciaggio politico e mediatico, avente come tema il nuovo Regolamento sulle prestazioni sociali agevolate e tal proposito, esprimo la mia più totale solidarietà al Sindaco Casanova per le offese e minacce ricevute sui social network. Riferendomi alle opposizioni che anche in aula,durante il Consiglio Comunale, si sono contraddistinte per le loro solite strumentalizzazioni politiche, dico subito che, ovviamente, un quarto d’ora di notorietà è concesso a tutti.”

Spiegazioni tecniche

“Non commenterò quindi le approssimative argomentazioni che hanno dato solo fiato ad uno spettacolo che non servirà, in ogni caso, a imporre all’amministrazione un passo indietro, ma semplicemente determinerà, come recita l’ordine del giorno della maggioranza, presentato in Consiglio Comunale, un supplemento di analisi per affrontare una questione che ha due capisaldi per noi irrinunciabili: il primo di natura tecnica, il secondo di natura politica. Il primo, vorrei essere estremamente precisa sul punto, sostiene che lo strumento dell’autocertificazione rappresenta un istituto per così dire riservato. Infatti l’autocertificazione è consentita agli italiani e ai comunitari rispetto a stati o fatti che siano comunque verificabili o già in possesso della pubblica amministrazione italiana. Quindi non ammettere l’autocertificazione per gli extracomunitari rispetto alle proprietà all’estero non determina alcuna discriminazione, per il semplice motivo che si tratta di attestare situazioni che non sono acquisibili dalla pubblica amministrazione italiana.”

Stesso iter a Palazzago

“Anzi, ammettere l’autocertificazione per l’extracomunitario, oltre che essere contrario alla logica sottesa al DPR 445 del 2000 sull’autocertificazione porrebbe il cittadino italiano o comunitario in una condizione ingiustificatamente deteriore rispetto all’extracomunitario. Per queste ragioni non può quindi essere invocata l’applicazione dell’art.10 del D.P.C.M. 159/2013 sulla dichiarazione sostitutiva unica ai fini ISEE. La norma citata, peraltro, si riferisce al “richiedente” nel primo comma, quanto alla presentazione della cosiddetta DSU, mentre si riferisce al “cittadino”, nel secondo comma, con riferimento alla facoltà di presentazione della dichiarazione che faccia rilevare i mutamenti delle condizioni familiari ed economiche ai fini del calcolo dell’ISEE. Alle ragioni di merito sopra illustrate si aggiunge quindi un problema interpretativo determinato dalla confusione terminologica del D.P.C.M. 159/2013, che induce ad applicare, più correttamente, il D.P.R. 445/2000, secondo la ratiosopra illustrata, ribadita anche dal D.P.R. 194/2009 recante il regolamento di attuazione del Testo Unico Immigrazione. La diversa soluzione, proposta da quanti criticano il regolamento in discussione, determinerebbe la concessione di un beneficio economico, pur in assenza di un istruttoria completa sulla situazione economica del richiedente. Non va trascurato il fatto che i contenuti del regolamento che hanno destato grande risonanza mediatica per la nostra amministrazione sono rinvenibili anche nel Regolamento per l’accesso alle prestazioni socio assistenziali, adottato dal Comune di Palazzago, in Provincia di Bergamo, e non risulta che vi siano stati ad oggi né ricorsi, né, tantomeno, pronunce di illegittimità.”

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“Non accettiamo morali”

“Detto questo, passo alla questione politica, perché se è vero che ad oggi l’Amministrazione e gli Uffici si sono trovati di fronte ad una casistica eterogenea che è andata oltre le rosee previsioni, ciò non attribuisce alcuna legittimazione a chi oggi ci critica, ad arte, con toni spesso sopra le righe. Le critiche provengono infatti da chi porta pesanti responsabilità, avendo governato questo Paese dal 2011 fino alla prima metà del 2018. È paradossale che quanti hanno deliberatamente favorito con ogni mezzo, lecito e illecito, l’immigrazione in questo Paese critichino l’attuale amministrazione di Lodi che, dentro il principio di equità e trasparenza, persegue gli interessi della Comunità lodigiana. Il cosiddetto “saldo attivo delle risorse”, così definito dalle forze di centro-sinistra e dall’ex Presidente della Camera Boldrini è ben lontano dall’essere raggiunto. Prova ne è che le casse comunali, le cui risorse dovrebbero essere destinate al sostegno delle famiglie lodigiane, sono state prosciugate da politiche di welfare insostenibili ed irresponsabili. Quindi, poca morale dai banchi dell’opposizione, visto e considerato che questi pochi minuti di notorietà si stampano contro il muro dell’ipocrisia di chi considera questo Paese, a torto, il Paese dei balocchi o del bengodi, come dimostrato con drammaticità da questo dibattito. Quindi, se di solidarietà si deve parlare, noi anteponiamo la chiarezza e la trasparenza, concedendoci il tempo che riterremo opportuno di fronte a chi oggi, avendo creato il problema, ci giudica.” Conclude la Ferri.

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