L’ASST di Lodi attiva un servizio innovativo “ARANCIONE” è lo spazio di ascolto per adolescenti utilizzatori di sostanze.

A Lodi arriva Arancione

“Arancione” è il nome dello spazio di ascolto rivolto ai giovanissimi attivato presso il Reparto di Pediatria dell’ASST di Lodi a partire da gennaio 2019, un percorso ad hoc che si avvicina ai ragazzi adolescenti in dimissione con accertato uso di sostanze o comunque considerati a rischio ma aperto anche ai loro familiari, ai medici di medicina generale, ai pediatri o a chi, a vario titolo, avrà necessità di avere informazioni in merito alle tematiche connesse all’uso di sostanze. Qui saranno presenti specialisti del Servizio Dipendenze, Pediatria e Neuropsichiatria in un’ottica di integrazione e condivisione dei casi. Tale attività ad oggi rappresenta una esperienza unica non solo a livello locale ma anche regionale.

Il direttore Lombardo

Il Direttore Generale Massimo Lombardo ha espresso la sua soddisfazione: “La complessità e la gravità del fenomeno spinge le stesse società scientifiche a focalizzare l’attenzione sulle valutazione diagnostica effettuata da una presa in carico terapeutico-riabilitativa integrata da parte dei Servizi per le Dipendenze, dei Servizi Psichiatrici e dei Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. I vari servizi dell’ASST di Lodi coinvolti nella presa in carico e nella cura dell’adolescente e dei suoi familiari (come il servizio dipendenze, la pediatria, la neuropsichiatria, la psichiatria, il consultorio, il pronto soccorso e l’educativa di strada) hanno investito in questo progetto per migliorare l’approccio clinico e terapeutico dei giovani consumatori o abusatori di sostanze che si rivolgono all’ASST di Lodi implementando un percorso di presa in carico che possa prevenire la possibilità di escalation nell’utilizzo di sostanze d’abuso più pericolose”.

Esperienze personali

La dottoressa Roberta Giacchero e la dottoressa Paola Morosini rispettivamente direttore del Reparto di Pediatria e del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’ASST partono dalla loro esperienza personale: “Nel nostro territorio si cominciano a identificare consumatori di sostanze e di alcol sempre più giovani che a volte giungono presso il Pronto Soccorso Pediatrico con quadri comportamentali complessi, comorbiltà con disturbi psichiatrici o uso di sostanze favorenti l’esordio di quadri psichiatrici. Accanto alle dipendenze più tradizionali se ne sono sviluppate di piu’ specifiche come la dipendenza digitale e le ludopatie. La letteratura scientifica internazionale da tempo intravede come fattore strategico nella prevenzione dello sviluppo della tossicodipendenza la possibilità e la necessità di anticipare la scoperta dell’uso di sostanze da parte di adolescenti e giovani (early detection). Un intervento terapeutico precoce è più efficace perché limita i tempi di esposizione alle sostanze e ai rischi correlati al loro impiego”.

Lo stigma

La Dottoressa Concettina Varango, responsabile del Servizio Dipendenze di Lodi, conosce molto bene le difficoltà dei ragazzi a chiedere aiuto: “Il Servizio Dipendenze ha implementato numerosi progetti rivolti specificamente a giovani ed adolescenti ma permane purtroppo il pregiudizio dei soggetti e delle famiglie ad accedere ai specifici servizi: l’accesso al Ser.T rappresenta ancora uno stigma fortissimo che impedisce a molti di farsi aiutare in tempo. Con i vari specialisti dell’ASST si è condivisa la necessità di identificare uno spazio “neutro” e più familiare dove i giovani e gli adolescenti con le loro famiglie possono incontrare gli esperti del settore. Nei primi 9 mesi del 2018 al Servizio Dipendenze dell’ASST di Lodi risultano essere stati trattati 40 soggetti con una età compresa tra i 15 e i 19 anni . Al SERT di Lodi sempre nello stesso periodo, i casi trattati sono stati complessivamente 22 (il più piccolo 15 anni ; età media 17anni). 7 soggetti sono arrivati volontariamente al Servizio , 10 sono stati inviati dalle Forze dell’ordine o dal Tribunale minori. “

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Poli abuso

Il poli-abuso infatti sta divenendo sempre più comune e, come sottolineato dal Dipartimento Politiche Antidroga (2013), emerge negli adolescenti italiani una tendenza all’uso contemporaneo, all’interno di una stessa occasione – ad esempio una serata in discoteca – di più droghe e quasi costantemente di alcol. La crescente diffusione dell’abitudine al poli-abuso è confermata anche dai risultati dell’Osservatorio Adolescenti (Telefono Azzurro e DoxaKids, 2014). Nel 2017 è stato registrato un incremento degli accessi in Pronto Soccorso nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni che sta arrivando allo stesso livello degli adulti. Secondo i dati dello studio ESPAD, una survey nazionale condotta dal CNR di Pisa, circa un terzo degli studenti della scuola superiore viene in contatto con la cannabis, il 4- 5% avrebbe incontrato gli amfetamino-derivati come l’ecstasy, oltre il 4% avrebbe utilizzato almeno una volta la cocaina. Nel nord del paese, secondo dati ottenuti su un campione di oltre 1100 studenti, l’incidenza dell’esposizione alla cocaina sarebbe ancora più consistente. Inoltre, secondo segnalazioni sempre più frequenti e considerando i dati dei sequestri attuati dalle Forze dell’Ordine, una notevole diffusione di ketamina, un anestetico dissociativo, e di sostanze analoghe come il destrometorfano e di nuove sostanze psicoattive si starebbe verificando negli ultimi mesi. Da non dimenticare, nel panorama del consumo di sostanze tra giovani e giovanissimi gli energy drink, e purple drank considerati come semplici bevande analcoliche, e che invece in diversi casi contengono veri e propri farmaci o elevatissime quote di caffeina; e ancora, utilizzati tra i giovanissimi sono gli inalanti, come la trielina e le colle, i funghi allucinogeni e le benzodiazepine, tranquillanti prescrivibili assunti in dosi da abuso.

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