Chiara Ferragni nella bufera: il web si indigna con l’imprenditrice cremonese a causa della sua featuring con Evian.

Chiara Ferragni nella bufera

Al web piace indignarsi, soprattutto perché indignarsi è facile e non serve quasi mai applicare un ragionamento che, in questo caso, sarebbe estremamente facile: i beni di lusso esistono da sempre, si paga un sovrapprezzo importante per fregiarsi di un brand. Questo meccanismo non l’ha certo inventato l’imprenditrice cremoneseChiara Ferragni, eppure pare proprio – a giudicare dalle reazioni inferocite sul web – che gli internauti non abbiano mai visto borse o abiti venduti a cifre esorbitanti in virtù del fatto che portino il nome di un famoso designer o stilista.

Evian dello scandalo

Nel 2017 la celebre influencer ha realizzato – in collaborazione con acqua Evian, notoriamente un brand tutt’altro che a buon mercato – una serie limitata di bottigliette dal design brandizzato con il suo logo.

 

Suddetta linea è stata venduta alla cifra, ovviamente fuori mercato come tutti i beni di lusso che fanno leva sul brand, di 8 euro. Un prezzo perfettamente in linea con le acque di lusso. “Dieci anni dopo la sua collaborazione con Christian Lacroix, la prima di una serie che vede il nome Evian® associato ai designer più illustri ogni anno, l’annata del 2017 segna l’inizio di una nuova era per la famosa edizione limitata. Nella sua ultima versione ha uno sguardo originale, rinfrescante, imbevuto dell’ inseparabile allegria del marchio Chiara Ferragni” così Evian, dal proprio sito, racconta questo nuovo progetto.

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Indignazione

Agli internauti, però, non è andata giù la cosa e in molti stanno polemizzando contro la Ferragni scomodando immagini di bambini africani o indiani che muoiono di sete. La parola che va per la maggiore è, manco a dirlo, “Vergogna”. Commenti offensivi il cui tenore lascia esterrefatti in quanto l’acqua Evian è da sempre particolarmente costosa e affida spesso delle capsule collection a personaggi noti che brandizzano la bottiglietta facendola pagare ancora di più. Ma se lo fa Ferragni, niente da fare, non lo si perdona.

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