Basta musica ad alto volume a palla, basta grigliate dove non si può, rifiuti gettati e lasciati ovunque, e basta natura depredata di tutte le sue bellezze. Sono questi gli obiettivi che le Guardie ecologiche volontarie del Parco Adda Sud intendono perseguire questa estate  educando ad un buon turismo.

Il commento del coordinatore delle Gev

Marco Moretti, coordinatore delle Guardie ecologiche volontarie (Gev) del Parco Adda Sud, commenta così i propri obiettivi:

«Il nostro obiettivo è un ‘buon turismo’: nei week end effettuiamo servizi mirati nelle ‘spiagge’ più a rischio per educare le persone, in particolare contro l’accensione di fuochi, l’abbandono di rifiuti, la musica a tutto volume. Ma se qualcuno ha la griglia già accesa scatta la sanzione».

Ieri, domenica 7 luglio 2019, Moretti per effettuare controlli si trovava proprio sulle rive dell’Adda, precisamente in località Due Acque, tra Lodi e Boffalora, in compagnia di  Mara Gasparotti, Pietro Dal Pezzo e Dorotea Basani e col supporto della Polizia locale dell’Unione Nord Lodigiano.

L’obiettivo del buon turismo è difendere la natura

La seconda zona a rischio, molto turistica e poco rispettata, è quella del ponte tra Zelo Buon Persico e Spino. Spiega Gasparotti:

«Il nostro obiettivo è difendere la natura, far capire che, quando poi l’Adda sale, i rifiuti abbandonati arrivano fino al mare»

E Moretti aggiunge:

«Il rischio incendio, specie quando c’è così secco e c’è vento, è elevato. Molti, che arrivano con la griglia e carne cruda, quando li informiamo del divieto, se ne vanno: già questo aiuta a contenere, poi, anche l’abbandono rifiuti. Ieri abbiamo sanzionato solo due persone che avevano già il fuoco acceso. A trasgredire sono in maggioranza famiglie romene o sudamericane: la grigliata di gruppo, con generatori per alimentare la musica a tutto volume, fa parte del loro modo di vivere. Ma i cartelli di divieto ci sono».

Il divieto di balneazione nell’Adda che nessuno rispetta

Altro problema relativo alla zona del parco Adda sud, è quello dei numerosi “illeciti nuotatori” che, nonostante i cartelli di divieto e la forte corrente, decisono ugualmente di tuffarsi nel fiume per una bella rinfrescata e nuotata.

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Anche su questo, Moretti commenta:

«La competenza è comunale: noi interveniamo in caso di pericolo. Ci è capitato di usare la corda di salvataggio che abbiamo in dotazione e mettere in sicurezza una persona, col piede incastrato, fino all’arrivo dei sommozzatori».