Il sindaco di Lodi e presidente della Fondazione del Parco tecnologico padano Sara Casanova intende far rivivere il sogno della ricerca del Parco Tecnologico Padano.

Il Parco Tecnologico Padano da risollevare

Primo passo nella definizione di un percorso che possa garantire il rilancio del Parco tecnologico padano. Questo pomeriggio il presidente della Fondazione del Parco tecnologico padano e sindaco di Lodi Sara Casanova ha incontrato, a valle delle delibere recentemente assunte dal Consiglio di amministrazione del Parco, i rappresentanti di alcuni istituti di credito del territorio per compiere un primo passo verso la definizione di un progetto di salvaguardia di una realtà considerata fiore all’occhiello dell’innovazione e della ricerca del nostro territorio.

Gli istituti di credito presenti

Al confronto, definito dal presidente Casanova “positivo e cordiale”, hanno partecipato il vicepresidente della Fondazione Ptp Pierfrancesco Cecchi, il consigliere delegato Cristiano Devecchi, il direttore amministrativo Andrea Di Lemma e gli interlocutori di Banco Bpm, Banca Prossima, Bcc Centropadana, Bcc Laudense e Monte dei Paschi di Siena. Il tavolo di lavoro è stato preceduto da una serie di incontri bilaterali organizzati dal presidente della Fondazione Casanova con gli istituti di credito che avevano già anticipato la loro disponibilità ad avviare un confronto costruttivo sul futuro dell’ente e che già in passato hanno dimostrato sensibilità al progetto, garantendo il loro sostegno finanziario.

Leggi anche:  Oggi è la Giornata mondiale del gatto VIDEO | Test: e tu che micio sei?

Inaccessibile il contributo regionale da 1 milione di euro

A margine dell’incontro il consigliere delegato Devecchi è tornato sulle dichiarazioni del segretario provinciale del Partito democratico Fabrizio Santantonio apparse sulla stampa locale di oggi, 8 febbraio: “Il Ptp non era nelle condizioni di poter accedere al contributo regionale da 1 milione di euro a cui fa riferimento il segretario provinciale del Pd, infatti il finanziamento presupponeva un programma di spesa complessivo di 1milione e 600 mila euro, peraltro garantito da fideiussioni, obbiettivo che, stante l’attuale situazione dell’ente era pressochè impossibile raggiungere, se non a fronte di un ulteriore aumento dell’indebitamento”.