Cyberbullismo alla Don Milani: un incontro con il padre di Carolina.

Cyberbullismo alla Don Milani

Il mese scorso gli agenti facevano incursione alla Don Milani, in accordo con la dirigente dell’istituto. Le lezioni ordinarie furono interrotte venerdì 15 marzo 2019. Vennero sequestrati gli smarphone di alcuni minori, per la precisione 5, sui quali la questura avrebbe trovato immagini riconducibili a cyberbullismo, a danni di altri minori della scuola media. E’ emersa una brutta storia di ricatti a danno di una 13enne, che avrebbe chiesto aiuto al corpo docente, sfibrata dal ricatto.

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“Mi butto”

Immediatamente la scuola ha chiamato le forze dell’ordine, che sono prontamente intervenute. Nei guai è finito un 15enne che dovrà rispondere di reati molto gravi quali estorsione e pornografia minorile. Pare infatti che il ragazzino ricattasse la 13enne con la minaccia di diffondere alcune sue foto osè in caso lei non gli avesse dato quanto lui chiedeva. A “sostenere” la rete di minacce e ricatti anche altri amici del 15enne.

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Il padre di Carolina

La Don Milani non si ferma all’intervento delle forze dell’ordine ma porta avanti la lotta al bullismo invitando un padre che, a causa del “branco” ha perso la sua Carolina. Da Novara è arrivato Paolo Picchio, l’uomo che nel 2013 ha perso la figlia 14enne, stremata dagli atti di bullismo. La ragazza di Oleggio, in provincia di Novara, a soli 14 anni decise di uccidersi, lanciandosi dal terzo piano di un palazzo. Un gesto di disperazione arrivato proprio in seguito a una serie di pesanti e ripetuti atti di cyber bullismo. La ragazza aveva scritto un messaggio: “Le parole fanno più male delle botte, cavolo se fanno male”. A seguire la terribile vicenda di Carolina sono stati i colleghi di Novara. Picchio ha più volte spiegato la sua intenzione di portare la sua terribile testimonianza nelle scuole d’Italia per “evitare che ci siano altre Caroline”. L’incontro si è svolto sabato mattina nell’aula magna della scuola media Don Milani.

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