Il Tribunale civile di Lodi si è pronunciato con una sentenza di condanna  nei confronti dell’Asst, dell’ex primario di ginecologia e di tutta l’equipe che operò una paziente nel 2012, lasciando dentro il suo corpo ben due garze mediche, dimenticate nell’addome, e sbagliando l’ovaia da asportare. A salvarsi dalla condanna è invece l’anestesista, la cui responsabilità era stata già scartata in sede preliminare.

L’intervento e gli errori

Il 6 dicembre 2012 una donna era stata operata dall’ex primario M.D.M. per un intervento di laparoisterectomia totale con annessiectomia monolaterale all’ovaio destro per delle cisti. Nel corso dell’intervento, com’è consueto, erano state utilizzate garze mediche per l’operazione, che poi però non erano state rimosse da chi di dovere e la donna era stata “richiusa” con i due oggetti estranei ancora nell’addome. Dopo l’operazione la paziente ha lamentato forti dolori  addominali, anche successivamente alle dimissioni in data 18 dicembre. 10 giorni dopo le dimissioni la paziente si era ripresentata in ospedale e, dopo aver eseguito degli accertamenti diagnostici, era stato scoperta la presenza delle due garze. Ma non solo: la donna ha inoltre appreso, in seguito ad una Tac eseguita al suo ritorno in pronto soccorso, che le era stata asportata l’ovaia sana – quella sinistra – mentre quella malata – la destra – era stata lasciata in sede. Di questo secondo grave errore è stato ritenuto responsabile esclusivamente il primario.

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