Rapina un telefono ed organizza un “cavallo di ritorno” per recuperare i soldi prestati dalla fidanzata anni prima ad un amico.

Ieri l’arresto e la denuncia

Alle ore 17.00 circa di ieri, 20 agosto 2019, i Carabineri di Cremona hanno tratto in arresto nella flagranza, per i reati di rapina in concorso, lesioni  ed estorsione in concorso, A.V.L., nato a Crema (CR) nel  1984, residente a Dovera (CR), disoccupato e pregiudicato. Contestualmente hanno denunciato in stato di libertà per gli stessi reati T.N., nata a Cremona nel 1988, residente a Pizzighettone (CR), disoccupata, pregiudicata.

Il fatto

I due sono stati identificati come autori dei fatti avvenuti alle ore 16.00 circa, del 19 agosto 2019 in via Don Zanoni quando, dopo aver minacciato un 37enne di Grumello Cremonese e averlo colpito al volto con un pugno procurandogli lesioni giudicate guaribili in giorni 6 giorni, si sono impossessati del suo telefono cellulare marca “Huawei” del valore di euro 100 dileguandosi subito dopo. Successivamente i due hanno contattato il 37enne fissando un appuntamento per le ore 15.00 del giorno successivo, nei pressi della stazione ferroviaria, al fine di estorcergli la somma di 200 euro, per restituirgli il cellulare oggetto di rapina. Hanno così tentato di effettuare il così detto “cavallo di ritorno” ossia rubare un oggetto e contattare il proprietario volendo ottenere il riscatto per riconsegnare l’oggetto rubato.

Tentano il “cavallo di ritorno”

I militari, in accordo con l’autorità giudiziaria di Cremona, opportunamente informata, hanno predisposto il servizio di osservazione sorprendendo A.V.L. presso il piazzale della locale stazione ferroviaria e dei pullman, mentre riceveva dalle mani della vittima la somma di denaro pattuita per la restituzione. Nel corso della perquisizione effettuata dagli agenti, intervenuti, è stato rinvenuto il cellulare violentemente sottratto, restituito poi all’avente diritto.

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Rivolevano indietro soldi prestati anni prima

Gli accertamenti esperiti, hanno consentito di appurare che la vicenda è maturata nel mondo frequentato dagli assuntori di sostanze stupefacenti. A.V.L. infatti, noto pregiudicato per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti, su richiesta ed in accordo della propria fidanzata si sarebbero rivolti al 37enne, incontrato a Pizzighettone, per ottenere la restituzione di una somma di 200 euro circa che, secondo la versione fornita dalla ragazza, lei gli avrebbe prestato due anni prima per aiutarlo nel pagamento di un affitto.

Il 37enne ritornato di recente in città dopo un periodo di oltre due anni trascorsi in una comunità, di fronte alle insistenti richieste del denunciato avrebbe negato la restituzione di tale somma. L’arrestato allora, non accontentandosi della spiegazione e del diniego ricevuto, lo ha aggredito assieme alla fidanzata e, dopo averlo malmenato e colpito con un pugno, gli ha sottratto il cellulare che aveva con sé.
Subito dopo i due hanno organizzato quello che tecnicamente e convenzionalmente viene definito “cavallo di ritorno”, una vera e propria estorsione. In particolare i due hanno minacciato il 37enne di non ridargli più il cellulare se non dopo aver ricevuto il pagamento di 200 euro nel luogo e con le modalità decise da loro. Il 37enne aggredito dopo aver ricorso alle cure presso il pronto soccorso per le lesioni ricevute, si è rivolto ai Carabinieri denunciando quanto avvenuto. Da lì l’arresto di A.V.L. che alla consegna si presentava da solo e che veniva fermato e tratto in arresto.
Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato trattenuto in attesa dell’udienza di convalida che si terrà oggi.

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