Il santo del giorno è San Giovanni d’Avila.

San Giovanni d’Avila

Oggi, 10 maggio, si celebra San Giovanni d’Avila.

“Nato ad Almodòvar del Campo nel 1499, dopo aver iniziato gli studi di diritto canonico presso l’università di Salamanca, per un certo periodo visse da frate, poi all’università di Alcalà studiò filosofia e teologia e nel 1525 fu ordinato sacerdote. Voleva recarsi missionario in Messico in compagnia del vescovo di Tlaxcala, Hernando de Contreras, il quale però – colpito dalle straordinarie virtù di Giovanni – lo segnalò all’arcivescovo di Siviglia che riuscì a trattenerlo nella sua diocesi. Il santo faceva catechismo ai bambini e insegnava la pratica dell’orazione mentale agli adulti, alternando lezioni di Sacra Scrittura alle molte ore trascorse in confessionale. Inoltre, le sue prediche ben presto attirarono folle di fedeli nelle chiese e nelle piazze e questo suo successo suscitò probabilmente l’invidia di qualche prete che lo denunciò alla Inquisizione a causa di alcune sue frasi interpretate con malizia in senso contrario al dogma e alla morale della Chiesa. Arrestato nell’autunno del 1532, approfittò della detenzione per tradurre in volgare l’Imitazione di Cristo. Pienamente assolto dal tribunale il 16 giugno 1533, tornò a predicare, trasferendosi poi definitivamente a Cordova.”

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Maestro

“Verso la fine del 1536, si recò a Granada, dove conseguì il titolo di Maestro in Sacra Teologia, e proprio una sua predica provocò la clamorosa conversione del portoghese Juan Cidade, diventato poi san Giovanni Dio, il fondatore dei Fatebenefratelli. Nei suoi viaggi apostolici attraverso l’Andalusia Giovanni fondò collegi per il clero a Granada, Cordova, Evora e Baeza, coagulando attorno a sé un folto gruppo di preti secolari legati da un semplice vincolo di direzione spirituale ed entrò in amicizia con Ignazio di Loyola e Francesco Borgia, che lo avrebbero voluto nella Compagnia di Gesù. “Maestro Avila” morì a Montilla, presso Cordova, il 10 maggio 1569. Beatificato da Leone XIII nel 1894, fu canonizzato da Paolo VI il 31 maggio 1970.”

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