Come tutti sanno, il 4 novembre è la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita nel 1919 per commemorare la vittoria italiana nella prima guerra mondiale, evento bellico considerato completamento del processo di unificazione risorgimentale. Ogni anno in questo giorno si ricordano i connazionali caduti in guerra e ogni anno, specialmente negli ultimi, commemorazioni simil fasciste sono sempre più frequenti e destano particolare scalpore. Il caso di Ospedaletto Lodigiano però è particolarmente complesso perché nel ciclone delle polemiche troviamo il sindaco democratico del paese, Eugenio Ferioli.

Indignazione popolare

Nei giorni scorsi sono stati affissi manifesti del comune di Ospedaletto in occasione delle commemorazioni che verranno celebrate oggi per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nei manifesti però, erano ritratti alcuni caduti in guerra e persino i gerarchi fascisti del tempo in cui per la prima volta venne pubblicato questo manifesto, nel 1937. Raffigurati nei manifesti ci sono i volti dei militari del 15-18 con un’immagine di Mussolini in centro alla pagina.

Ad Ospedaletto è cresciuta rabbia e indignazione per quella che è ritenuta essere un’azzardata scelta del sindaco, specialmente in questi ultimi giorni dove il tema del fascismo sta tornando in auge anche a livello nazionale grazie alle discussioni parlamentari delle ultime ore e alle polemiche sollevate dalla senatrice Segre.

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Qualcuno in diversi punti del paese ha strappato parte del manifesto proprio all’altezza del viso di Mussolini, chiaro segno di disapprovazione per la scelta comunale. Chi ha vissuto la guerra, anche solo da bambino,  non ha apprezzato particolarmente questa rievocazione storica.

Il sindaco si difende

Secondo il sindaco non c’era alcun intento fascista nella pubblicazione e nell’affissione della stampa “della discordia”, per difendersi dalle accuse lanciate Ferioli rinnova la sua fede antifascista che da sempre lo ha caratterizzato, rinnegando a gran voce l’accusa di apologia al fascismo che già qualcuno gli aveva lanciato. L’intento del sindaco era quello di focalizzare l’attenzione sull’unico documento che rappresentava tutti i caduto di Ospedaletto, non quello di concentrarsi sul volto di Mussolini.

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