Bullismo, Baffi (PD): “parte il progetto Bullout, grazie alla legge voluta dal pd e ai soldi sollecitati dal nostro emendamento”.

Bullismo, parte il progetto Bullout

In IV Commissione Istruzione e formazione è stato votato, questo pomeriggio (13 settembre), il parere sul provvedimento “Interventi per la prevenzione e il contrasto al fenomeno del bullismo e cyberbullismo – Approvazione dello schema di convenzione con l’Ufficio scolastico regionale per l’attuazione della linea di intervento ‘Bullout’ per l’anno scolastico 2018/2019 – l.r. n.1/2017”.

Legge regionale del 2017

“Il progetto Bullout prevede le linee di intervento per il prossimo anno scolastico e si attua su iniziativa dell’assessore alle Politiche per la famiglia Piani. Ma questo atto non è altro se non l’attuazione della legge regionale del 2017 formulata e proposta dal Gruppo regionale del Pd e approvata da tutta l’Aula”, ci tiene a sottolineare Patrizia Baffi, consigliere regionale del Pd.

“Non solo: in sede di assestamento, un mese fa, abbiamo presentato un emendamento da 500mila euro – racconta ancora Baffi –. Non è passato al voto, ma abbiamo almeno ottenuto che la Giunta stanziasse 400mila euro per la lotta al bullismo e al cyberbullismo”.

Sensibilizzazione, informazione e formazione

Oggi, dunque, il voto al parere obbligatorio allo schema di convenzione per l’intervento definito Bullout, appunto. “Nella legge proposta dal Pd sono declinate tutte le tipologie per le quali si possono fare i progetti: l’uso consapevole degli strumenti informatici e della rete Internet; l’attivazione di programmi di sostegno in favore dei minori vittime di atti di bullismo e cuybebullismo; la promozione di programmi di recupero rivolti agli autori di atti di bullismo e di cyberbullismo – ricorda la consigliera Pd –. Bullout intende attuare precise finalità: realizzare programmi di sensibilizzazione, informazione e formazione, anche di tipo informatico rivolte ai minori e alle famiglie; programmi di sostegno a favore dei minori vittime di atti di bullismo e di cyberbullismo; promuovere programmi di recupero rivolti agli autori di atti di bullismo e di cyberbullismo; favorire lo sviluppo e il consolidamento di una policy di contrasto al fenomeno”.

Dunque, sottolinea Baffi, “mentre il provvedimento di Giunta del 2017 dava un impianto in cui era maggiormente sviluppata la parte formativa, ora il progetto guarda più all’aspetto sociale. Gli interventi hanno, perciò, un tratteggio un po’ diverso, più rivolto al sostegno alle vittime e al recupero degli autori, oltre a una precisa policy da sviluppare assieme alla scuola”.

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L’unico rammarico, secondo Baffi, è dato dal fatto che “il presidente Fontana e l’assessore Piani hanno fatto la conferenza stampa di presentazione del progetto il 12 settembre anche se il parere lo abbiamo dato solo il giorno dopo. Posso comprendere che ci sia urgenza di spendere i soldi stanziati e, dunque, di pubblicare il bando, ma un gesto di attenzione verso il ruolo della Commissione e dei consiglieri potevano averlo”.

Favorevoli al progetto

Ciò detto, per la consigliera Pd “non possiamo che essere favorevoli al progetto, anche perché a fronte di una problematica purtroppo in continua evoluzione, è necessario rafforzare sempre di più la rete di intervento, sia nelle azioni di prevenzione, sia nella tutela nei confronti di chi ne rimane vittima, attraverso la formazione e l’accompagnamento sociale. A questo proposito, condivido il taglio più sociale dato al provvedimento che pone maggiormente in evidenza l’aspetto di recupero dei ragazzi vittime o autori di atti di bullismo”.

Il progetto Bullout

Per aderire al progetto Bullout possono presentare proposte progettuali, esclusivamente in partenariato, le istituzioni scolastiche statali e paritarie, gli enti del Sistema socio-sanitario, gli enti locali, l’Università, le associazioni e organizzazioni di volontariato ed enti del terzo settore; le istituzioni formative accreditate, gli enti e le istituzioni di governo. Il partenariato deve essere costituito da un minimo di tre soggetti appartenenti a categorie diverse tra queste. L’ente capofila può essere esclusivamente una istituzione scolastica statale o una Ats, cui spetta la presentazione del progetto e a cui verrà erogato il contributo economico a disposizione.

I soggetti potranno richiedere un contributo a fondo perduto pari al 100% delle spese sostenute da un minimo di 10mila a un massimo di 25mila euro. Il premio verrà dato a chi si è classificato come il progetto migliore.

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