Caso mensa: abbiamo ricevuto e pubblichiamo la lettera di una mamma che ha deciso di uscire dall’anonimato rendendo nota la sua posizione a sostegno della Giunta Casanova.

Caso mensa

Del caso mensa a Lodi, divenuto affare nazionale – sia politicamente che mediaticamente – abbiamo ampiamente parlato dando voce a tutte le parti coinvolte. Dalle spiegazioni della Casanova, a quelle delle opposizioni locali, regionali e nazionali. Abbiamo reso nota la posizione di Amnesty – cha ha contattato la sindaca – ma anche dei politici locali a sostengno del primo cittadino leghista. Abbiamo inoltre cercato di approfondire il problema del reperimento dei documenti nei paesi di origine parlando con chi si è imbattuto nella trafila, nonché aggiornato sulle azioni messe in campo dal Coordinamento Uguali Doveri.

Gruppo di genitori anonimi

Pochi giorni fa, la consigliera leghista Ferri, ha reso noto che un gruppo di genitori lodigiani si è costituito per dare supporto alla linea Casanova. Sottolineando la volontà di rimanere anonimi in relazione al pesante clima – di cui abbiamo raccolto gli esempi più preoccupanti che hanno indiscriminatamente colpito tutte le parti coinvolte ed esposte – che si respira sia in città che sui social in relazione alla “bomba mediatica”. E’ pervenuta in redazione la lettera di una mamma che ha chiesto di essere pubblicata con nome e cognome, per uscire dal clima di anonimato e far valere a visto aperto il proprio punto di vista. Ecco il testo integrale della missiva a firma della signora Francesca LoVerso.

“Non voglio nascondermi per il mio pensiero”

“Gentile Direttore, scrivo queste righe poiché vorrei rendere pubblico il mio pensiero a seguito di quello che ho letto nelle ultime settimane sulla stampa riguardo il nuovo regolamento sull’accesso ai servizi sociali agevolati. Nello specifico vorrei dare il mio sostegno a quei genitori che in modo anonimo hanno manifestato la loro opinione a favore del regolamento della giunta Casanova. Penso infatti sia molto importante esprimere democraticamente il proprio pensiero e la propria di opinione anche se talvolta può comportare una sovraesposizione e strumentalizzazione politica e mediatica che purtroppo a semplici cittadini come me, può creare una situazione di disagio.
A prescindere dall’idea politica, c’è chi pretende da una parte una severa applicazione delle leggi, a cui effettivamente non siamo abituati e dall’altra chi crede nella propria idea fomentando l’odio e utilizzando a sproposito paroloni d’impatto come ad esempio “razzismo”.”

“Insegno a mia figlia a rimboccarsi le maniche”

“Non so davvero come in una realtà in cui le cucine straniere sono le più apprezzate, in una città dove si compra maggiormente il prodotto importato, in un paese dove i cittadini scelgono di viaggiare optando soprattutto per località lontane, si possa ancora parlare di razzismo.
La cosa per me ancora più sconcertante è come ai bambini venga insegnata la pronuncia facile di queste parole, “discriminazione”, “diversità” e mi chiedo se un bimbo riesca a rendersi davvero conto del significato delle stesse.
I bambini infatti imparano esattamente ciò che noi adulti genitori, nonni, maestri, educatori insegniamo!
Quando crediamo sia corretto trattare i bambini come degli adulti, coinvolgendoli in linea diretta come è stato fatto per la
vicenda “mense” a Lodi, li stiamo in realtà buttando in pasto ai leoni mediatici e politici.
Dove sono finiti quei genitori che spiegano semplicemente ai propri figli che “al momento una determinata cosa non ce la si può permettere” o dicano loro “dobbiamo fare tutti qualche piccolo sacrificio” senza critiche verso il “privilegiato” e senza incappare in opinioni politiche? Dire la semplice verità in poche ed esaustive parole, questo è quello che serve ai bambini, non mandarli in tv a parlare!
Anch’io in età scolastica, tornavo a casa per pranzo eppure non mi sono mai sentita (e non mi hanno mai fatta sentire) discriminata o diversa e, soprattutto, non mi hanno mai insegnato a tenere un comportamento da “bambina penalizzata”.
E’ vero però che, a differenza di ciò che accade oggi, i miei genitori non si sono mai permessi di parlare di politica o di “questioni da adulti” davanti a me (almeno non fino all’età adeguata) e mai si sarebbero immaginati di portarmi con loro per partecipare ad uno sciopero o ad una manifestazione.
Questo lo racconto solo per motivare la mia contrarietà verso chi sta dipingendo i lodigiani, attraverso la voce dei più piccoli, come un popolo di razzisti, xenofobi ed ignobili.
Quello che mi chiedo è se non si stia utilizzando il “mezzo” sbagliato per raggiungere il proprio fine, perchè se così fosse, non vi sarebbe giustificazione alcuna! Vogliamo davvero educare i nostri bimbi in questo modo? Io cerco di insegnare a mia figlia a puntare ad essere sempre forte e indipendente, a difendere ciò che ritiene corretto e a rimboccarsi sempre le maniche prima di aspettarsi o rivendicare qualcosa!”

“Siamo in democrazia”

“Alle famiglie extracomunitarie a cui è stata chiesta una rendicontazione dei possedimenti all’estero e che per un motivo e per l’altro si sono trovate a dover pagare la fascia massima per l’accesso ai servizi scolastici accessori e a queste stesse famiglie, dove presumo sia solo un genitore ad avere l’impiego, vorrei chiedere: se fosse stato offerto loro un posto di lavoro e se questo posto di lavoro avesse poi portato ad avere un ISEE maggiore, e se questo ISEE maggiore avesse comportato quindi l’inserimento nella fascia massima per l’accesso alle spese accessorie, avrebbero accettato di pagare la mensa?
Non nego infatti di domandarmi anche se queste famiglie, rassegnandosi a vivere con un solo stipendio, lo facciano per scelta o per comodità!
Non ho sentito nessuno dire “aiutatemi a trovare un’occupazione così da aumentare il reddito familiare e poter mandare il bambino in mensa!”
Tra l’altro fosse vero che solo il marito lavora (quindi la moglie è disoccupata) perché non tenere i figli a casa, se si tratta di un asilo nido o non andarli a prendere nella pausa pranzo se si tratta di scuole materne/elementari?
Detto ciò, mi è ben chiaro che, in alcuni Paesi, non è possibile reperire i documenti necessari alla definizione economica degli individui ma mi pare che la giunta Casanova, abbia tenuto conto di queste eccezioni. Quindi per quale motivo bisogna perseverare con le polemiche e le strumentalizzazioni?
Per concludere, vorrei ricordare a tutti coloro che tanto hanno detto per offendere i lodigiani “pro-regolamento” e che urlano “giustizia” (intesa come “cosa giusta”) che siamo in democrazia ed ognuno è libero di pensare ciò che vuole sempre però nel rispetto reciproco tra gli individui e della legge italiana!”

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