Caso mense: l’opposizione critica la scelta della giunta leghista di procedere con il ricorso.

Caso mense

Il caso mense torna ad essere incandescente dopo la conferma del Broletto, in sede dell’ultimo consiglio comunale, di procedere con il ricorso. Dopo che il Tribunale di Milano aveva condannato il regolamento introdotto dal sindaco Casanova in merito alle agevolazioni mensa per gli studenti stranieri, il Broletto ha sempre affermato di voler ricorrere in appello. L’opposizione critica duramente la decisione della giunta leghista, ecco le parole di Stefano Caserini di 110&Lodi.

L’ira di 110&Lodi

La giunta Casanova insiste a sbagliare e fa pagare i cittadini. Caserini chiede di fermarsi e di aiutare i bambini e le scuole.
Ieri, 2 maggio, il Consiglio Comunale ha affrontato l’ordine del giorno dedicato al “Riconoscimento del debito fuori bilancio di 7.296 euro per la rifusione delle spese legali alle associazioni ASGI e NAGA”, come deciso dal Tribunale di Milano in quello che è assurto alle recenti cronache nazionali e internazionali come ‘il caso mensa’.
Il Comune di Lodi ha già sostenuto o si è già impegnato a sostenere elevate spese legali, per un ammontare complessivo di 27.433 euro, per difendere le modifiche al Regolamento dichiarate illegittime e discriminatorie. A esse potrebbero aggiungersi, sempre a carico del Comune, anche le spese da rifondere in caso di sconfitta nel ricorso in Appello, presentato presso il Tribunale di Milano.

E ancora:

“Eppure il Comune di Lodi continua, con pervicacia e ottusità, a insistere nel difendere la scelta compiuta con l’approvazione delle norme dichiarate discriminatorie, continuando a sostenere la decisione di procedere in appello contro la sentenza di primo grado. È ormai rimasto isolato: i comuni di Palazzago e di Vigevano hanno deciso di non presentare ricorso! L’argomentazione principale a sostegno di questa scelta, contenuta nella relazione del Dirigente comunale competente, era che “esiste una giurisprudenza assai limitata sul punto”; ma questa tesi è ormai demolita dalle recenti sentenze emesse. È incredibile la presunzione dell’amministrazione di Lodi, che ritiene di essere l’unica a interpretare e applicare correttamente le norme nazionali sulle modalità di accesso ai servizi a domanda individuale, mentre gli altri 7.914 comuni italiani starebbero, evidentemente, sbagliando…!”

L’affondo sulla Casanova

“Lo spettacolo dato dai consiglieri comunali di maggioranza è stato penoso: nessuno è intervenuto Il capogruppo Segalini ha annunciato il voto contrario di tutta la maggioranza, senza fornire alcuna motivazione. Nessun altro consigliere è intervenuto, ad eccezione della Consigliere Gualtieri che si è ben guardata dallo spiegare perché ritiene corretto il ricorso in appello. La Sindaca ha solo ribadito il diritto a presentare il ricorso, che nessuno mette in discussione. Ha candidamente ammesso di non aver letto le altre sentenze che hanno smentito quanto ha detto per più di un anno (come se non fosse Lei la Sindaca di Lodi). E non ha spiegato perché i deliri discriminatori della Lega debbano essere pagati con il bilancio comunale.”

Così ha concluso Caserini che, poche ore fa, è nuovamente tornato sul tema con un post Facebook in cui lancia questa proposta:

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