Decreto Sicurezza: il Pd di Lodi risponde alla Casanova.

Decreto Sicurezza

La spaccatura creata dal Decreto Sicurezzalombarda e nazionale, tra sindaci ribelli e sindaci soddisfatti – ha investito anche il Lodigiano. Se il sindaco Casanova si è espressa ufficialmente felicitandosi dell’entrata in vigore della normativa, non è del medesimo avviso il Pd di Lodi e neppure la Caritas, che – con una lettera di fuoco – ha posto l’accento sulle conseguenze del Decreto.

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La posizione del Pd Lodigiano

“In risposta all’articolo del 4 gennaio 2019 sulle posizioni espresse dai sindaci del lodigiano rispetto al decreto sicurezza, considerando la dichiarazione espressa dal Sindaco Sara Casanova, ci chiediamo come la giunta di Lodi intenda far fronte a questa situazione delicata già denunciata peraltro oltre che dai sindaci, dal PD e dal Coordinamento Lodigiano contro le Discriminazioni. Nell’articolo, infatti, il sindaco di Lodi Sara Casanova ringrazia Salvini che, a detta sua, dà maggiore potere ai sindaci per garantire la sicurezza senza però porre alcuna criticità sulle conseguenze che gli altri amministratori locali evidenziano e senza approfondire la linea che intende perseguire.”

Esordisce Valentina Tronconi in rappresentanza della Segreteria del Pd di Lodi

“Per via del decreto Salvini (Decreto – Legge n. 113, 4 ottobre 2018 poi convertito nella Legge n.132 del 1 dicembre 2018), come abbiamo già denunciato, molti migranti saranno emarginati ed esclusi dai percorsi di integrazione che fino ad ora erano garantiti grazie a un sistema di accoglienza fondato principalmente sull’esperienza degli SPRAR che, come buona pratica, riteniamo avrebbero potuto essere potenziati. Inoltre si nega ai richiedenti asilo in possesso del permesso di soggiorno di iscriversi all’anagrafe escludendoli di fatto da qualsiasi servizio sociale, peggiorando inevitabilmente le loro condizioni.”

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“Come enunciato dal Rapporto ISPI (Istituto di Politica Internazionale) da qui al 2020, proprio come conseguenza del decreto sicurezza,  il numero dei migranti irregolari potrebbe superare le 120.000 unità sull’intero territorio nazionale. Va da sé che anche il lodigiano si troverà nella condizione di aumento di persone in strada che saranno inglobate nelle reti illegali e sempre più esposte a vivere di espedienti con il rischio inevitabile di reati in aumento. Ricordiamo inoltre che studi e ricerche autorevoli hanno dimostrato come proprio dalla marginalizzazione e dalle carceri nascano i casi di radicalizzazione. Questo dovrebbe farci sentire più sicuri?  In campagna elettorale Salvini aveva garantito rimpatri per 500.000 persone ma dati alla mano (fonte il Sole 24 ore) nei mesi di giugno, luglio, agosto 2018 i rimpatri di migranti irregolari sono stati solo 1.296 a conferma che la politica dei rimpatri del Ministro dell’Interno è fallimentare. Alla luce delle perplessità che abbiamo raccolto anche dalle associazioni del lodigiano che operano nel settore, chiediamo al Sindaco Sara Casanova e alla sua giunta quali politiche territoriali legate all’integrazione saranno messe in atto per fare fronte a questa situazione e soprattutto auspichiamo un tavolo di concertazione con i gruppi consiliari di opposizione e con le associazioni che concretamente stanno già subendo le conseguenze di questa legge.

Dillo al sindaco? detto, fatto. Attendiamo cortesemente una risposta.”