Il PD Lodigiano sulla crisi ex Curioni di Galgagnano, dove 60 dipendenti sono a rischio licenziamento: “Di fronte alla chiusura dell’azienda solo il coinvolgimento del ministero può portare a qualche risultato. La Regione ha già perso troppo tempo, dimostri che ha a cuore la sorte dei lavoratori e chieda l’apertura di un tavolo a Roma”.

Serve l’impegno della Regione

“Di fronte all’atteggiamento di continua chiusura dell’azienda, solo l’apertura di un tavolo di crisi ministeriale può consentire di affrontare la vertenza dell’ex Curioni di Galgagnano con la garanzia che non venga lasciato nulla di intentato per trovare alternative ai licenziamenti e, nella peggiore delle ipotesi, attivare ogni possibile strumento di sostegno al reddito e di accompagnamento previdenziale per i lavoratori coinvolti.
Per farlo, serve un impegno diretto e convinto della Regione, che deve rivolgersi rapidamente e direttamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una richiesta esplicita e formale, perché senza una forte iniziativa che parta da livelli istituzionali superiori a quelli degli Enti Locali la prassi non consente di aprire tavoli di crisi se non per situazioni di particolare rilevanza dimensionale, soprattutto in riferimento al quadro nazionale”.

“La Regione ha perso tempo”

“Si tratta dell’unica strada percorribile e ciò era chiaro fin dall’inizio della vicenda, invece la Regione ha perso tempo ed ora ci troviamo con una procedura di licenziamento ufficialmente aperta e solo 40 giorni di tempo per trovare una soluzione. L’assenza dell’azienda all’incontro organizzato l’altro giorno dalla commissione attività produttive del Consiglio Regionale è stata solo l’ultima conferma di una indisponibilità al confronto già ampiamente dimostrata, al punto che è inutile sorprendersi per quanto è accaduto. Bisogna invece prenderne definitivamente atto e comportarsi di conseguenza: se hanno a cuore la questione, i consiglieri eletti nel Lodigiano (di maggioranza e di opposizione) e l’assessore Foroni si impegnino da subito per ottenere che la Regione si attivi immediatamente nei confronti del Ministero, altrimenti la crisi dell’ex Curioni resterà una “piccola” vertenza occupazionale di un “piccolo” territorio e non otterrà mai l’attenzione che merita.”

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