Guidesi (Lega): "Vicino alle piccole e medie imprese maltrattate"

Lunedì 4 febbraio, Netweek ha ospitato presso la sede centrale di Merate il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega ai Rapporti con il Parlamento e alla Democrazia diretta, l’onorevole Guido Guidesi. L’esponente leghista del Governo ha incontrato il presidente e ad di Netweek, Alessio Laurenzano, e il vice president Sales & Marketing, Riccardo Galione. Dopo, ha risposto alle domande dei giornalisti del gruppo: dalla Legge di Bilancio al Reddito di cittadinanza, dall’Industria 4.0 agli incentivi per giovani e Comuni, dalle infrastrutture ai centri commerciali

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in visita

Legge di bilancio, piccole e medie imprese, Comuni e Province. Questi gli argomenti trattati con l’onorevole Guido Guidesi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ospite della sede Netweek lunedì 4 febbraio.

Guidesi con Laurenzano

La Legge di Bilancio è stata approvata con qualche polemica. Le associazioni imprenditoriali hanno criticato le poche risorse per lo sviluppo e le infrastrutture, temi oggetto di un evento a Torino e della manifestazione di Confartigianato a Milano. Il Governo ha cercato un dialogo, la tensione è calata, ma con il mondo produttivo la distanza non è stata colmata. Cosa risponde alle perplessità?

«E’ stato un percorso tortuoso. Dal mondo produttivo, le due manifestazioni ci sono state molto d’aiuto. Gli obiettivi citati da Confartigianato coincidevano con i nostri della Legge di Bilancio. Abbiamo voluto rappresentare le piccole e medie imprese, secondo noi negli ultimi 7 anni prese a schiaffi. In questa Legge di Bilancio c’è tanto per loro, come la flat tax. Riteniamo che agli artigiani e ai professionisti che ne godranno possa cambiare la vita».

Il mondo produttivo fatica a digerire il reddito di cittadinanza. Qual è la sua posizione su questo che, almeno al Nord, è visto come una forma assistenziale? Quante persone pensa possa coinvolgere al Nord?

«Il reddito di cittadinanza va incontro a circa 5 milioni di persone, ma ne beneficeranno solo alcuni, con vincoli precisi: si vuole andare verso chi abbia bisogno di sostegno al reddito. Vuole essere un incentivo all’occupazione, che si tramuta in un beneficio all’impresa che ha dato occupazione. Non so se funzionerà, lo diranno i dati, ma si deve tenere conto del disagio sociale e dare una risposta: i risultati diranno se sia la migliore. Questo strumento è innovativo, civile, non assistenziale. Se funzionerà potremo usarlo anche per certificare il disagio, stanare i finti invalidi e sanzionarli. Intendiamo avviare una campagna con il Ministero della Famiglia e della Disabilità con quello del Lavoro, creando uno strumento apposito».

I provvedimenti legati a Impresa 4.0 erano stati giudicati positivi. Il Governo li ha riconfermati solo in parte, prorogando l’iperammortamento, ma non il superammortamento. Perché?

«Abbiamo fatto una scelta: quel pezzo di Impresa 4.0 aveva “tirato” poco così abbiamo deciso di creare uno strumento che possa andare nella direzione di Governo che come Lega abbiamo nei nostri obbiettivi: una tassazione unica al 15%. I risultati ci diranno se è la scelta giusta».

Le micro imprese e le partite Iva, però, hanno gradito che dal 2020 ci sarà la possibilità di un’imposta unica del 20% al reddito di impresa/lavoro autonomo per compensi tra i 65 e i 100 mila euro. Quanti potranno beneficiare del provvedimento e cosa potrà favorire?

«Ci aspettiamo che chi ne godrà avrà il beneficio della semplificazione. L’abbassamento della tassazione non crediamo possa provocare maggiori investimenti ma maggiori consumi, e questo ci aspettiamo: per questo il provvedimento va verso la semplificazione. I benefici sono evidenti, lo dicono i dati».

Quali misure per sport e giovani ha approvato il Governo?

«Per i giovani abbiamo messo una norma su cui ho lavorato tanto: il Bonus Eccellenza, una borsa che però ha dei fondi che non pagano gli studi ma premiano i laureati eccellenti dando incentivi alle aziende che assumono questi ragazzi a tempo indeterminato. L’obiettivo è trattenere i giovani che “scappano” all’estero e premiare il merito. Per lo sport, invece, c’è una vera e propria rivoluzione: oggi il Coni ha in mano la gestione intera di bandi legati a impianti sportivi e molto altro, con conseguenti conflitti di interessi. C’è inoltre divario tra sport inteso come prevenzione di salute e come implementazione scolastica: Coni servizi si trasformerà in “Sport e salute”, legata al Ministero dell’Istruzione e della Salute perché gli investimenti disponibili siano usati per questi obiettivi. Un’altra vittoria importante sarà aggiudicarsi le Olimpiadi invernali del 2026».

L’Esecutivo ha destinato risorse significative agli enti locali. E’ un tentativo di valorizzare i Comuni? Che fine faranno le Province?

«Abbiamo fatto una circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze che andasse a coprire gli avanzi di bilancio dei Comuni: denaro che hanno ma che non potevano spendere e ora grazie a noi lo possono fare, possono rilanciare gli investimenti. Abbiamo aggiunto la distribuzione di risorse per 400 milioni di euro ai Comuni fino a 20mila abitanti. Poi va detto che per le Province dopo sette anni abbiamo stanziato 250 milioni per strade e scuole che diventeranno strutturali, quel fondo è strutturale. Le Province erano e sono per noi utili e la loro mancanza porta danni. Senza loro mancherebbero risorse fondamentali: serve un filtro tra Comuni e Regione. Serve un cambio di atteggiamento.».

A breve in Parlamento arriverà il Ddl per la chiusura dei centri commerciali la domenica, con un massimo di 26 aperture su 52, pur con deroghe come per gli esercizi nei centri storici e per le località turistiche. E’ un buon compromesso rispetto alla proposta iniziale del M5S?

«Lo vedo come un buon compromesso. Abbiamo voluto tutelare i piccoli negozi e i commercianti. Credo che una regolamentazione debba esserci: siamo gli unici in Europa a non averla».

Su Tav e Tap tra Lega e M5S ci sono visioni opposte. E’ possibile dare l’ultima parola ai cittadini con un referendum come si è ipotizzato?

«Non so se si andrà a referendum. So che ci confronteremo sul risultato della relazione costi-benefici. Rispettiamo il contratto di Governo ma quell’opera va ultimata prima possibile».

 

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Nato nel 1979 a Codogno in provincia di Lodi, dove tutt’ora risiede con la sua compagna. Diplomato in Ragioneria, ha ricoperto incarichi di consigliere comunale e segretario politico territoriale per la Lega. Nella XVII legislatura è stato eletto deputato e ha ricoperto il ruolo di delegato d’aula e di capogruppo in Commissione bilancio. Rieletto deputato per la XVIII legislatura, dal 13 giugno 2018 è sottosegretario al ministero per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta.