Mostra Brigata Ebraica: l’Anpi di Milano valorizza l’evento, ma quella di Lodi l’ha stigmatizzato. Il Pd invita i lodigiani a rivedere il giudizio.

Mostra Brigata Ebraica

“La mostra sulla Brigata Ebraica che si terrà a Lodi nei prossimi giorni è un utile contributo alla conoscenza di una realtà storica che fa parte a pieno titolo della vicenda della lotta di Liberazione e della Resistenza, ma che alla gran parte dell’opinione pubblica è purtroppo tutt’ora poco nota.  Si tratta di una realtà che non può non essere riconosciuta e che è sbagliato negare o mettere in secondo piano rispetto ai giudizi di qualsiasi natura che si possono avere sulla storia e sull’attualità dello scenario mediorientale e del ruolo centrale rivestito in quello scenario dallo Stato di Israele.”

Con queste parole Andrea Ferrari, Segretario del PD di Lodi, invita il gruppo Anpi lodigano a rivedere le critiche esposte, quando ha asserito che appare un progetto esplicitamente promosso da istituzioni e organizzazioni dello stato d’Israele. D’altro canto, invece, l’Anpi di Milano ha mostrato apprezzamento per la mostra.

“Nessuna contrapposizione”

“E’ per questo che l’iniziativa in programma dal 9 novembre presso l’ex chiesa dell’Angelo di via Fanfulla non può e non deve diventare terreno di contrapposizione politica, né un malinteso pretesto per rimarcare divergenze che non hanno nulla a che vedere con le pagine di storia nazionale italiana scritte con sacrificio e abnegazione da persone che hanno partecipato al riscatto del Paese e all’affermazione della libertà e della democrazia. Non si tratta di opinioni o pareri, bensì di una verità storica, che lo Stato italiano ha già celebrato con una Medaglia d’Oro al Valore Militare per la Resistenza, attribuita in virtù di una legge che ha raccolto in Parlamento un consenso unanime.” 

Ha chiarito Ferrari:

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“Per questo ci permettiamo di invitare l’Anpi di Lodi a riconsiderare le critiche formulate nei confronti della mostra, perché crediamo che la distinzione che è stata fatta tra la Brigata Ebraica “buona” e gli enti e le istituzioni “cattivi” che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento sia sbagliata e finisca per dar vita ad un giudizio, errato ed ingiusto, che colpisce l’iniziativa in quanto tale e sporca la memoria di persone e vicende che meriterebbero invece solo rispetto, riconoscenza e gratitudine.”

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Andrea Ferrari