Ragazza rifugiata originaria del Niger, con regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari, finisce in strada con il suo bambino di otto mesi.

Ragazza rifugiata in strada

Gli effetti del Decreto Sicurezza, contro il quale la Caritas Lodigiana si era pubblicamente scagliata, iniziano a incidere sul territorio. Il caso più eclatante riguarda una donna di 25 anni, detentrice di un regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari fino al 2020, di nazionalità nigeriana. La giovane si è ritrovata in strada con il suo bambino di 8 mesi.

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Nessun accesso allo Sprar

Per effetto del nuovo decreto “sicurezza”, la 25enne non può accedere al sistema dello Sprar. Si tratta del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

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Un’alternativa nell’urgenza

Dopo essere stata ospitata al Cas – centro di accoglienza straordinaria – di Meleti, gestito dalla cooperativa Don Lugani, è finita in strada. A garantire un tetto alla giovane e al suo bambino è stato l’impegno di un mediatore culturale che le ha permesso di raggiungere Lodi e trovare protezione al Consorzio dei Servizi alla Persona.

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