Scalinata Federico II: atto due.

Scalinata Federico II

Nella giornata di ieri avevamo pubblicato una nota del consigliere comunale di Lodi del Pd Simone Piacentini, che criticava la gestione dell’attuale giunta leghista in merito alla Scalinata Federico II.
Nella giornata odierna è stata diffusa una seconda riflessione di Piacentini, in merito a quanto deciso in data 9 maggio 2019.

“La pubblicazione (finalmente) del verbale della seduta del 16 aprile della Commissione per il Paesaggio (la prima dopo la nomina dei nuovi membri) segna un’altra puntata del “mistero buffo” che ammanta da ormai oltre due anni la chiusura della scalinata Federico II, la realizzazione della nuova cabina elettrica di piazzale Zaninelli e la demolizione del fabbricato che ospita quella vecchia.”

Esordisce Piacentini.

Ricapitolando

“E le sorprese continuano, alimentando nuove incertezze. Infatti, dopo aver ottenuto l’8 novembre 2018 il parere favorevole della Commissione, il 13 dicembre 2018 il parere favorevole della Soprintendenza ed il 16 gennaio 2019 il rilascio dal Comune dell’autorizzazione paesaggistica, la pratica per la demolizione del fabbricato presentata dalla Fondazione Cosway ormai 6 mesi fa torna in Commissione, pari pari, il 16 aprile e questa volta il parere è “contrario alla demolizione perché verrebbe alterata la percezione visiva dello stato dei luoghi”.

Ricapitolando: la scalinata Federico II è chiusa dal febbraio 2017 perché le condizioni del fabbricato della vecchia cabina elettrica non garantiscono la sicurezza del passaggio pedonale; la nuova cabina elettrica viene realizzata all’esterno in piazzale Zaninelli (ma ad oggi non ancora rivestita in mattoni a vista come prescritto nell’autorizzazione); la demolizione del fabbricato viene autorizzata a gennaio 2019, ma il 24 aprile il Comune dichiara alla stampa che non si può procedere perché i lavori rischierebbero di pregiudicare la stabilità delle mura attigue, “chiarendo” che la questione è stata affrontata il 16 aprile dalla Commissione per il Paesaggio, che sarebbe tornata ad occuparsene il 9 maggio, ironia della sorte oggi il parere diventa favorevole alla demolizione; dal verbale della Commissione del 16 aprile si apprende che in realtà l’iniziale parere favorevole è stato ribaltato non a causa delle possibili conseguenze sulle mura, bensì per questioni di impatto paesaggistico (smentendo quindi la versione fornita dal Comune).”

Demolizione no, demolizione sì

“In questo intricato puzzle c’è già una nuova tessera, che però la città non conosce: è la seduta del 9 maggio della Commissione, dove dal resoconto del verbale pubblicato il parere e’ tornato favorevole alla demolizione. Ora al di la della grottesca situazione ci chiediamo come possa essere credibile una Commissione che nel giro di 15 giorni cambia parere prima esprimendo un diniego e successivamente esprimendo un parere favorevole alla demolizione e tutto questo senza che nulla al contorno sia cambiato!”.

Conclude Piacentini.

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