Vigevano come Lodi? Il Comune del pavese richiamato dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.

Vigevano come Lodi?

La Bassa, nell’ultimo mese, è stata protagonista di un sisma mediatico che ha visto in Lodi il suo epicentro. Riflettori della politica locale e nazionale, nonché dei maggiori quotidiani, puntati sulla sindaca leghista Sara Casanova e sulla linea adottata dalla sua Giunta in merito alla concessione di agevolazioni scuola negate ai cittadini stranieri. A fare chiarezza, soprattutto legale, sulla vicenda è intervenuta Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) – formata da un gruppo di avvocati, giuristi e studiosi, che ha, nel tempo, contribuito con suoi documenti all’elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza, promuovendo nel dibattito politico-parlamentare e nell’operato dei pubblici poteri la tutela dei diritti nei confronti degli stranieri. A finire nel mirino dell’associazione, che sta raccogliendo le segnalazioni di cittadini e avvocati di altri enti locali che stanno adottando il “modello lodigiano” c’è anche il Comune di Vigevano, cittadina posto sotto l’egida sel sindaco leghista Andrea Sala. 

La diffida di Asgi

Asgi ha provveduto, come per i vicini di casa lodigiani, ad inivare una diffida all’indirizzo del Comune di Vigevano. Ecco alcuni stralci salienti della missiva il cui oggetto verte sulla Deliberazione n. 51 del 13.3.2015 illegittimo trattamento differenziato per i cittadini extra UE. 

“Trattandosi dunque di procedura regolata, per obbligo costituzionale, da fonte statale e senza distinzione tra italiani e stranieri, le amministrazioni locali non hanno alcun potere per ritenere “insufficiente” l’ISEE e di introdurre a tal fine differenze di trattamento tra italiani e stranieri. La Vs amministrazione non è dunque in alcun modo abilitata a una intromissione in un sub- procedimento che è di competenza di altra amministrazione e che è volto al rilascio di un documento che la norma di rango superiore dichiara essere sufficiente per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate e che non è in vostro potere “ritenere non valido” (secondo quanto prevede invece la delibera).”

“Documenti con un costo superiore al beneficio richiesto”

E ancora:

“In sostanza, per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, l’ordinamento ha superato la previsione di cui agli artt. 3 del DPR 445/2000 e 2 del DPR 394/1999, prevedendo che non vengano posti a carico del richiedente, che già si trova in condizioni economiche disagiate, oneri documentali che risulterebbero spesso avere un costo superiore al beneficio richiesto, che introdurrebbero un trattamento differenziato tra italiani e stranieri in contrasto con il vincolo paritario imposto dagli artt. 2 e 41 TU immigrazione e che, comunque, sono spesso di impossibile adempimento per la non disponibilità, da parte delle autorità del paese di origine, a rilasciare documenti attestanti “l’impossidenza” di beni o redditi. Vi invitiamo pertanto a modificare il Regolamento sopra citato, garantendo in tal modo la parità di opportunità e di condizioni di accesso a italiani e stranieri.”

Per Vigevano la situazione potrebbe farsi incandescente come è accaduto a Lodi?

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