Come diventare autista di ambulanza? Si tratta di una professione affascinante, sicuramente importante dal punto di vista sociale, perché spesso questo mezzo può fare la differenza e salvare delle vite umane. Per cominciare è bene mettere in chiaro una caratteristica: molto raramente le autoambulanze sono guidate da un volontario. Vengono infatti affidate ad un professionista, formato e consapevole delle sue responsabilità e dell’attenzione necessaria per guidare tale veicolo. Insomma, non si tratta di un’attività improvvisata ma dietro cui ci sono studio e lavoro.
A norma di legge la figura del conducente di ambulanza è riqualificata in «Tecnico del soccorso», ossia parte integrante dell’equipe sanitaria. In Italia esistono differenti realtà a cui potersi rivolgere per diventare autista di ambulanza. Fra questi spicca il servizio di Emergenza 118 della Croce Rossa Italia, il più celebre sul nostro territorio.

Impossibile improvvisarsi

Naturalmente esistono anche altre realtà a cui servono guidatori di ambulanze, le tante associazioni convenzionate con il 118, come Croce Bianca, ecc. Vediamo ora quali sono i requisiti richiesti per accedere al corso: iniziamo dall’età, serve infatti aver compiuto 21 anni. Inoltre è necessario possedere la patente B (o superiore) da almeno due anni, e che sia valida. Due anni è anche il periodo di tempo richiesto per la precedente esperienza di volontario soccorritore: serve aver acquisito buone capacità operative nei servizi di trasporto anziani e nelle assistenze sanitarie alle manifestazione sportive. Inoltre è richiesta una buona preparazione di base su tutti i presidi sanitari e le strumentazioni che sono disponibili sull’ambulanza. Come è facile intuire non si tratta di un gioco da ragazzi, non è possibile improvvisarsi guidatori di ambulanza, data la serietà e la delicatezza del ruolo che si vuole andare a ricoprire.

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Come diventare autista di ambulanza?

Andiamo ad analizzare il corso: la prima parte prevede una formazione a livello teorico sul Codice della strada. In questo frangente sarà rivolta un’attenzione speciale ai mezzi di soccorso e più in generale alle diverse situazione in cui l’autista potrebbe imbattersi. La seconda parte riguarda la pratica: parliamo delle modalità d’uso dei presidi sanitari e delle strumentazioni di cui è dotato il veicolo. Inoltre l’autista sarà formato per la rianimazione cardio-polmonare, per medicazioni e bendaggi per il «Primo Soccorso». La parte conclusiva del corso prevede ovviamente delle guide pratiche dell’ambulanza: non in solitaria, ma con un istruttore che sarà chiamato a valutare le capacità di guida e il senso di responsabilità dell’aspirante autista. Una volta concluso servirà sostenere una prova pratica che, se andrà a buon fine, permetterà di ricevere l’idoneità per la guida di un mezzo di soccorso.

Calma e sangue freddo

Si tratta di una professione non da poco, per cui sono richieste concentrazione, attenzione ed efficienza. L’autista dovrà fare i conti con l’adrenalina e sapersi controllare di conseguenza. Perciò si tratta di una professione da affrontare nelle migliori condizioni possibili, sia mentali che fisiche. Decisivo è mantenere la calma in qualsiasi situazione, guidando in modo deciso ma responsabile, riducendo l’incidenza del rischio (comunque presente) per chi si trasporta e per gli altri utenti della strada, oltre che per se stessi.